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siste, in un angolo di territorio, ai confini con le terre venete,
una zona poco conosciuta, chiusa in una sua riservatezza, terra dargilla,
sfruttata per ricavarne mattoni.
Terra impietosa, avara verso la gente del posto; ricorrenti siccità
erano motivo di povertà e di sofferte migrazioni.
Terra quindi che fece impoverire e piegare alla propria mercé
tutto e tutti.
Solo una cosa non le singinocchiò alla sua davanti: la
vite.
Come se un Bacco caparbio, un Bacco risorto dalle ceneri di una cultura
immortale, avesse voluto affrontare e vincere una sfida persa in partenza.
E fu proprio una nobile famiglia bavarese, gli Screm, ad intuire lopportunità
di coltivare la vite, favorita in questo dallo splendore e dalla ricchezza
della Serenissima, che vedeva nella produzione del vino, una fonte
preziosa di commercio, con le terre del bacino del Mediterraneo e
con i mercati dOriente.
Ancora oggi lantica tradizione del sapere vinificare della famiglia
Screm viene meglio espressa con luso della moderna tecnologia.
Il legno dunque, si sposa con lacciaio, mentre la vite rimane
ancora saldamente legata alla terra, e proprio la sapienza, unita
alla tradizione che costituiscono fattori determinanti per collocare
i vini Screm nella fascia dei prodotti di più alta qualità.
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